18 novembre 2009
Al mattino ti alzi, fai una doccia e se il bambino non si sveglia riesci ad asciugarti anche i capelli ; ti vesti molto velocemente , un leggero trucco fatto solo con la matita e un po’ di rimmel una spruzzata di profumo e poi …. Incomincia davvero la giornata!

Sveglia il piccolo che deve andare a scuola, ma naturalmente senza aprire gli occhi, con quel suo faccino( che ti ricorda il momento in cui veniva alla luce e ti fa esplodere tutta la tenerezza di cui puoi avere nel cuore) e ti dice “ mamma , ti prego. Fammi dormire ancora un pochino” e tu non puoi fare nient’altro che assecondarlo, e lo lasci dormire mentre gli prepari la colazione.
Personalmente ritengo questo un momento molto importante,
 sia dal punto di vista nutrizionale poiché è la carica energetica adatta ad affrontare la giornata, sia dal punto di vista affettivo, facendo colazione insieme si può parlare e scambiarsi dolcezze così si può far fronte alle difficoltà che si scontreranno pensando in modo più positivo.

Alla fine il bambino è costretto ad alzarsi, forse la scuola non è poi così male, si siede a tavola e facciamo colazione con latte , cereali, o biscotti o che bontà con pane e marmellata .
Poi si passa all’igiene di mani viso e denti ed infine la vestizione, che chissà perché necessita almeno in qualcosa della presenza della mamma: o per tirare su i pantaloni o per allacciare le scarpe. Che fatica per i bimbi.
Ricordo che quando ero piccola , 4 o 5 anni ,accadde una volta in cui dimenticai di infilare le mutande ma misi i collant di lana, me ne accorsi solo alla sera di non averle indossate quando spogliandomi rimasi meravigliata ma anche divertita, mentre mia madre era infuriata perché una brava bambina non avrebbe mai dovuto rimanere senza quell’indumento. Ma a me sinceramente a quella giovane età non importava nulla.
Bene! Rifai il letto apri leggermente le finestre per cambiare l’aria , prendi borsa e richiami l’attenzione del bambino a prendere lo zaino di scuola ed esci di corsa, perché mancano pochi minuti al suono della campanella.
Chiudi a chiave la porta, prendi le chiavi della macchina, sblocchi l’antifurto e fai salire sul sedile posteriore il bimbo e ….. hai un sentore di aver lasciato sicuramente qualcosa: certo, lo zaino del bambino! Le raccomandazioni non erano sufficienti, e così pensi:” domani mi ricorderò di fare più attenzione e controllerò di avere lo zaino con noi” , ma l’indomani chissà perché ricapita la stessa cosa. Forse l’ intenzione è quella di rendere responsabile e indipendente il giovane.
Arrivati a scuola, immancabilmente suona la campana di entrata, tutti i bambini entrano, chi più chi meno ancora assonnato , il bacio di mamma papà o nonna e l’ augurio di un buon lavoro segnano l’ inizio della loro giornata di studenti, e per noi adulti , oltre alla lacrima da nascondere a tutti quelli che potrebbero osservarti, la conferma che loro stanno crescendo e che inevitabilmente prima o poi si staccheranno.
Per me i figli restano sempre cuccioli vulnerabili che vanno protetti, rassicurati e coccolati e nonostante il tempo passi i sentimenti restano sempre gli stessi.

                                                                                                                                        Vivi

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