11 novembre 2009
Una delle tante cose che mi fanno venire la nostalgia dei tempi passati e delle tradizioni, oramai in via di estinzione, e quando da piccolo mia mamma preparava il pane fatto in casa, una gran bontà.


Oggi a distanza di molti anni questa è una delle tante cose oramai perse, solo in rari casi, forse ancora viva, sappiamo bene che con il cambiare dei tempi un tenore di vita più ricco e il progresso, hanno spinto le mamme a lasciare le vecchie tradizioni radicate alla dedizione alla casa ai figli e alla famiglia in generale, per intraprendendo altre attività lavorative, per il bisogno sempre crescente di soldi per garandire un buon tenore di vita alla famiglia, mentre prima il lavoro del padre in una famiglia era sufficiente.

Oggi il pane lo compriamo giornalmente dal panettiere, mentre quando era piccolo circa 25 anni fà, il pane lo preparava mia mamma una volta a settimana, mi ricordo che era una delle tante cose faticose ma motivo di soddisfazione, all'epoca mia mamma era molto più giovane, e per questo gli pesava di meno.

Il tutto si svolgeva una sera a settimana, che si iniziava a preparare gli ingredienti necessari (farina di grano duro, sale, lievito madre, una piccola quantità di pasta dell'impasto precedente, che aveva il compito di far
lievitare l'impasto, acqua, ed a volte le patate lessate e passate) il tutto veniva riposto in un apposito comtenitore in legno costruito appositamente per lo scopo, e mi ricordo che l'impasto degli ingredienti veniva eseguito manualmente e durava molto tempo, quando gli ingredienti erano ben amalgamati, il contenitore con l'impasto veniva ricoperto con tovaglioli di stoffa e coperte, per mantenere caldo l'impasto in modo che potesse lievitare. Nel frattempo che l'impasto lievitava si preparava la legna nel forno, ma non veniva ancora acceso, perchè doveva ancora lievitare l'impasto, a metà notte tutti i preparativi erano pronti, a questo punto poteva andare a letto per qualche ora.

Intorno alle quattro del mattino si alzava, accendeva il forno, nel frattempo che il forno arrivava alla giusta temperatura, si preparavana le pagnotte 5 o 6 di circa due Kg e mezzo l'una, le ciambelle e le pizze molto semplici ma buonissime, motivo di festa la mattina, quando il forno era pronto, le prime cose che venivano messe in forno erano le pizze e le ciambelle entrambi con tempo di cottura più brevi del pane.

Solo dopo si passava alla cottura del pane, cottura più impegnativa e piena di attenzione per ottenere del buon pane che durava tranquillamente una settimana.

Molto buono era il profumo che si sentiva nell'aria dell'intero vicinato, ma la prima festa avveniva, quando venivano sfornate le pizze, di una bontà indescrivibile appena sfornate ancora calde, in genere se ne regalava quach'una ai vicini in segno di gentilezza sempre presente nel mio paese.

Solo nel tardi pomeriggio era l'ora di sfornare il pane, dopo che si era raffreddato mi ricordo che mia mamma lo faceva raffreddare, ed in seguito lo avvolgeva in tovaglioli di stoffa e lo riponeva in un apposito mobbile in legno.

Oltre alla bontà del pane, mi ricordo con soddisfazione la cura e la maestria di mia mamma e delle signore li vicino, nel fare un impasto perfetto, e la loro esperienza nel saper riconoscere la giusta temperatura del forno, che non fosse ne troppo caldo, ne troppo freddo, per non far bruciare il pane o non lasciarlo crudo, ma ad una giusta cottura.

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