11 novembre 2009
La forte diffusione dell’informatica distribuita e delle reti di pc avuta negli anni ‘80 portò all’esigenza di normative tecniche di riferimento comuni per i sistemi di cablaggio. Enti e organizzazioni internazionali iniziarono a definire standard per il cablaggio degli edifici provvedendo a continue modifiche e integrazioni per adeguare tali normativa all’evoluzione tecnologica.


Nella progettazione di una rete quindi occorre sempre rispettare la normativa di riferimento. In particolare per la realizzazione della infrastruttura fisica gli organismi internazionali preposti alla realizzazione di standard hanno definito una serie di regole che vanno sotto il nome di cablaggio strutturato e che viene considerato come unico riferimento per progettisti, installatori, amministratori e utenti finali.

Si definisce cablaggio strutturato un sistema di componenti passivi (cavi, connettori, prese, elementi di permutazione.. ecc) che permettono il collegamento di apparecchiature per la tecnologia dell’informazione; ogni singolo componente e tutto il sistema di cablaggio risultante devono essere conformi a regole e requisiti minimi indicati negli standard internazionali degli enti preposti.

Il cablaggio strutturato permette l’erogazione di un’ampia gamma di servizi come telefono, rete di dati, videocitofono, ecc.

La prima normativa sul cablaggio strutturato è stata emessa nel 1991 dall’organismo americano ANSI (TIA/EIA). Successivamente è stata perfezionata oltre che dalla TIA/EIA anche da organismi internazionali (ISO/IEC) europei (CENELEC) arrivando nel 2002 alla revisione attualmente in vigore che per la ISO/IEC ha come sigla ISO/IEC 11801, per il CENELEC ha come sigla EN/CENELEC 50173-1, e per la TIA/EIA ha come sigla TIA/EIA 568-B. Questi standard sono equivalenti fra loro anche perché negli ultimi anni la tendenza è stata quella di armonizzare le normative per non vincolare l’evoluzione tecnologica al paese d’origine; esistono comunque minime differenze, in particolare nella terminologia con cui sono indicati gli elementi funzionali. L’Italia ha recepito la normativa europea semplicemente traducendola in italiano definendo lo standard CEI/EN 50173-1. (Cisco 520).

In questi standard sono specificati i requisiti minimi richiesti per il cablaggio strutturato di un insediamento commerciale costituito da uno o più edifici (detto anche comprensorio o campus). Tali requisiti riguardano la topologia, le dorsali, i mezzi trasmissivi, gli elementi d’interconnessione (spine, prese, pannelli, ecc), il cablaggio orizzontale, ecc. La normativa prevede che Il tempo di validità di un progetto di cablaggio strutturato sia di almeno 10 anni.

La terminologia che utilizzeremo, tenendo conto come già detto che gli standard americani ed europei sono equivalenti, fa riferimento alla normativa americana TIA/EIA 568-B in quanto più frequentemente riportata nella letteratura corrente, comunque fra parentesi riporteremo anche l’equivalente termine europeo.

 

Analizziamo adesso le caratteristiche essenziali di un cablaggio strutturato

 

Topologia

 

 Poiché ci si riferisce a un comprensorio che può essere costituito da più edifici e ogni edificio da più piani, la topologia del cablaggio è di tipo a stella estesa a tre livelli gerarchici: livello di comprensorio, livello di edificio e livello di piano.

 Ogni livello corrisponde a un sottosistema di cablaggio costituito da un centro stella e dai collegamenti ai vari centro stella del livello successivo, ad esempio il livello di comprensorio sarà costituito da un centro stella collegato ai centri stella dei vari edifici, il livello di edificio da un centro stella collegato ai centri stella dei vari piani e il livello di piano da un centro stella collegato alle prese finali a cui si attestano i dispositivi di rete (host, stampanti) detto anche cablaggio orizzontale.

 Le linee utilizzate per collegare fra di loro il centro stella del comprensorio con gli edifici o il centro stella di ogni edificio con i piani sono chiamate dorsali (backbone) e formano il cosiddetto cablaggio di dorsale o anche cablaggio verticale. Sono linee ad alta capacità trasmissiva perché devono convogliare tutto il traffico verso i vari piani. I mezzi trasmissivi principalmente usati per le dorsali e le distanze ammesse sono:

 
  •  fibre ottiche monomodali 3000m;
  •  fibre ottiche multimodali 2000m;
  •  cavi UTP 800m.

 
Naturalmente i tre livelli gerarchici e i relativi sottosistemi sono tutti presenti solo nel caso che vi sia più di un edificio. Nel caso di un solo edificio i livelli gerarchici sono due e quindi si hanno solo due sottosistemi, il cablaggio di dorsale di edificio e il cablaggio orizzontale. In conseguenza di ciò le funzioni del centro stella di comprensorio e di edificio coincidono.

 
Elementi di un sistema di cablaggio

 
Ora specifichiamo meglio gli elementi che fanno parte di un sistema di cablaggio:
centro stella di comprensorio: MC: Main Cross-connect ( europeo> CD: Campus Distributor) è il locale tecnico o l’ armadio di distribuzione situato nell’edificio centrale di un comprensorio da cui partono i cavi di dorsale verso gli altri edifici.
Permutatore intermedio: IC: intermediate Cross-connect (europeo>BD: Building Distributor) è il locale tecnico o l’ armadio di distribuzione situato in ciascun edificio del comprensorio, da cui partono i cavi di dorsale verso i vari piani dell’edificio.
Centro stella di piano: HC: Horizontal Cross-Connect (europeo>FD: Floor Distributor) è l’armadio di piano da cui partono i cavi che raggiungono le prese utente attraverso il cablaggio orizzontale. Esso è il terzo livello di gerarchia e in alcuni casi può coincidere con l’IC.

 
Dorsale di comprensorio: collega l’edificio centro stella di comprensorio con un altro edificio.

 
Dorsale di edificio: collega il locale tecnologico dell’edificio con l’armadio di piano.

 
Locale tecnico: contiene gli apparati passivi quali pannelli di permutazione ed elementi per stabilizzare la tensione. Può ospitare anche apparati attivi (es centralino telefonico).

 
Pannello di permutazione: (patch panel) montato generalmente su rack serve per l’attestazione dei cavi del cablaggio orizzontale. I fili provenienti dall’esterno si collegano al patch panel e da qui vengono collegati alle apparecchiature presenti sul rack attraverso cavetti di permutazione, detti anche patch cord.

 
Presa utente: TO (telecomunication Outlet) è la presa che deve essere presente in ogni locale e che può contenere due più connettori.

Qualunque sia l’estensione della rete, è necessario prevedere un numero adeguato di locali tecnici o armadi di distribuzione collocati a distanze tali da non superare i limiti previsti dagli standard per le relative connessioni. I locali tecnici o gli armadi di distribuzione ospitano sia componenti passivi che apparati attivi come hub, bridge o swith. Al loro interno vi sono inoltre componenti per la gestione e il supporto orizzontale e verticale dei cavi.

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