13 gennaio 2010

Infiltrazione nelle Reti del P2P, I identificazione tramite IP di quanti mettevano a disposizione materiale protetto da diritto d'autore, avvio delle procedure legali nei loro confronti. Questo il perpercorso delle case discografiche nella loro "crociata" contro il File Sharing, e che ha dato vita al progetto PeerGuardian come contromisura difensiva. La loro strategia non mancava di fondamento legale, poiché condividere materiale soggetto a copyright rimane un atto illecito. A cambiare di segno la vicenda hanno però contribuito i metodi utilizzati, a partire dal carattere abusivo delle suddette intercettazioni e dalla pretesa di sostituirsi alle autorità competenti già nell'acquisizione di elementi per le indagini.
Il colpo di grazia, non solo agli occhi dell'opinione pubblica, è venuto dall'entità delle richieste di risarcimento, assurdamente sproporzionate e vessatorie verso chi era "colpevole" solo di aver condiviso una manciata di MP3. Risultato: non solo le majorsono passate dalla parte del torto anche in sede processuale, ma per alcuni dei procedimenti da esse avviati è al vaglio l'ipotesi di un tentativo di estorsione a danno dei malcapitati utenti. Tutto ciò, meglio ribadirlo, non autorizza in alcun modo la pratica di violare il diritto d'autore, mentre è pienamente legittimo usare un software per proteggere le proprie sessioni di connessione su Internet da eventuali intrusioni, qualunque possa essere l'origine e lo scopo di queste ultime.

Programma Freeware.

Peerblock versione stabile, per Windows 2000, XP, Vista,  7 (tutte le versioni):

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Versione Beta, per Windows 2000, XP, Vista, 7 (tutte le versioni):

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Link Sito Ufficiale: http://www.peerblock.com/

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