26 luglio 2010

Con%20bavaglio Con il decreto legge che prevede la  Rettifiche sul web entro 48 ore, porta alla fine dei blog e al diritto di parola dei blogger e di chiunque scrive in rete, che utilizzano il loro spazio sul web per riportare informazioni o solo per esprimere delle loro idee su determinati argomenti o come molto spesso accade che commentano delle notizie che li colpiscono in particolar modo, un pò quello che avviene anche nei bar o per strada quando si discute delle proprie idee e opinioni un pò su tutto quello che accade in torno a noi.

I blog in un tempo di informazione e divulgazione di pensieri e tant’altro, e uno strumento che ci permette di trasmettere i nostri pensieri a tutte le persone che hanno voglia di ascoltaci e magari contraddire le nostre idee, comunque momento di incontro culturale e di scambio di idee e informazioni.

Questo decreto legge, imbavaglia il nostro diritto di esprimerci e confrontare e anche di crescita comune, perché tanti blogger avranno giustamente paura di esprimersi rinchiudendosi in una sorta di omertà per paura di una censura piena di sanzioni, visto che gran parte dei blogger non sono professionisti e non possono contare su un’equipe che lavora 24 ore su 24 sul blog, quindi la paura di essere a lavoro o semplicemente in vacanza, quindi impossibilitato ad un’immediata rettifica imposta entro 48 ore dei post pubblicato in precedenza può costare grosse sanzioni, oltre al fatto che una volta che una notizia è in rete diventa difficilmente controllabile visto che c’è una sorta di passa parola tra blogger e utenti che si espande lungo tutta la rete, che facciamo blocchiamo l’intera rete? oltre alle grosse sanzioni imposte dallo stato che ci impedisce di esercitare un diritto che la stessa costituzione garantisce.

Di seguito riporto alcuni articoli della costituzione che vengono ignorati dal bavaglio della libertà di parola.

Democrazia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il termine democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.

Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta traduzione, ma può trovare ed ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate per altro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare.

La costituzione Italiana su cui e fondata la nostra Repubblica Democratica recita:

Art. 1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

 

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

 

Se la nostra Repubblica, la costituzione ha ancora motivo di esistere, ridateci almeno la libertà di parola una delle poche cose che fin ora ci era rimasto in un periodo pieno di ingiustizie, confusione e incertezza.

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