20 agosto 2010

giglio_uccellino Il bracconaggio una delle pratiche presenti sul territorio dello stato, fa razzia di animali il più delle volte di specie protette perché a rischio estinzione, questa orrenda pratica contro la natura, priva di qualsiasi etica venatoria, spesso praticata esercitata per vecchie tradizioni come quella della polenta e osei come tante altre presenti sul territorio nazionale e causa di vere e propri stermini di uccellini come il pettirosso, già raro oltre ad essere un piccolissimo bocconcino di carne e ossicina, mentre tante altre volte pratica di vero e proprio di bracconaggio a solo scopo di lucro non legale più che redditizio, con l’uccisione di specie animali dai più grandi come orsi cinghiali ed ungulati in genere che vengono immessi sul mercato della ristorazione o peggio l’impagliazione di animali molto ricercati da collezionisti o comunque di un pubblico che li acquista al solo gusto di metterli come soprammobile.

La ''Sagra dei Osei'', nota in tutta Italia, e' il piu' antico mercato-esposizione di uccelli da canto e da voliera che si tiene la prima domenica dopo Ferragosto a Sacile, in provincia di Pordenone, per sensibilizzare l’opinione pubblica su ''gli orrori del bracconaggio'' il personale del Corpo forestale della provincia di Vicenza, in collaborazione con il Corpo forestale della regione Friuli Venezia Giulia, l'associazione cacciatori e l'associazione ''Pro Sacile'', che organizza la manifestazione hanno allestito una mostra i reperti rinvenuti nell'ambito delle operazioni antibracconaggio svolte sull'intero territorio nazionale dal personale del Corpo forestale dello Stato, per mettere in evidenza l’atroce ed orrenda pratica di sofferenza degli animali inflitta dai bracconieri con l’utilizzo di archetti, trappole per ungulati, orsi, mustelidi, volpi, panie con vischio, lacci in crine di cavallo, trappole in ferro da piccolo taglio, per uccellini (le cosiddette ''trappole a scatto''), i micidiali lacci di acciaio per ungulati e cinghiali, archetti in ferro per pettirossi, reti da uccellagione. Tutti strumenti di morte e sofferenza assolutamente illegali, tutto questo dovrebbe far capire al pubblico di cosa c’è dietro ad un piatto a base di uccellini o ad un animale impagliato, scoraggiandone la richiesta in modo che questa attività non venga più praticata in assenza di un fiorente mercato.

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