14 febbraio 2012
50281_103239312467_3823943_nDall’inizio dell’anno iniziamo a vedere i primi timidi risultati sull’aumento di prodotti, servizi e principalmente tasse, i commercianti hanno subito aumentato i prezzi per l’aumento dell’iva, per l’aumento delle tasse spesso con calcoli troppo personali con arrotondamenti per eccesso, come l’esempio del caffé che da una media di 90 centesimi con l’aumento dell’iva e passato ad 1 euro, anche se non mi sembra che l’iva dal 20 passando al 21% su 90 centesimi crei questa grossa differenza di dieci centesimi, ma il caffé è solo uno dei tanti esempi, mentre sugli stipendi si possono notare le riduzioni delle somme nette ricevute grazie all’aumento delle percentuali di trattenute, in Italia si sà e tutto inversamente proporzionato, se aumentano le tasse gli stipendi dei dipendenti si abbassano, e i prezzi dei beni al consumo si alzano con l’abbassarsi degli stipendi.
Ma sicuramente quelli che della matematica o meglio dell’economia sono le società petrolifere visto che i loro calcoli indifferentemente dalle situazione e dalle tasse riescono, sempre a cadere in piedi o meglio con un rialzo dei prezzi dei loro, pur troppo, necessari prodotti petroliferi, anche questo e un vero e proprio monopolio ma a quanto pare lo stato e impegnato sul benessere del paese e per far questo non può far altro che svuotare le tasche degli Italiani per riempire quello dello stato e di chi li gestisce.

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