29 agosto 2012
IMG_7345In compagnia di marito e figlio più piccolo, affrontiamo oggi un breve viaggio, non distante dal paese natale del marito, per raggiungere il Santuario dedicato a Santa Maria di Orsoleo. Esso si trova su di una collina a 386 mt. s.l.m. che si eleva al di sopra della cittadina che l'accoglie: S.Arcangelo (PZ), a 98 Km da Potenza in Basilicata.
Il comune di antiche origini  è situato nella media Val D'Agri, fondato dai Longobardi nel VII secolo in onore di S.Michele Arcangelo. Il monastero risalente al XV sec. sorge dove, verso il 1200, si ergeva una chiesa costruita da due fratelli Daniele e Zaccaria (il primo soldato e il secondo prete) dedicata alla Madonna. Una leggenda narra che la costruzione del monastero iniziato nel 1474 fu voluta dal Conte Eligio della Marra come devozione alla Madonna per ringraziarla di averlo aiutato durante la lotta contro il Drago che si aggirava nel territorio diffondendo morte e terrore tra gli abitanti del luogo.Il conte volle costruire il convento accanto alla chiesa per ospitare 24 frati Francescani Minori Osservanti. Il nipote del Conte Eligio, Antonio I Carafa Della Marra volle poi abbellire di affreschi, decorazioni e stucchi affidando al maestro Giovanni Todisco di Abriola che nel 1545 completa  i lavori. Con le leggi emanate dal nuovo Stato Italiano, l'attività teologica dei frati dovette finire e il convento passò nell'amministrazione della Cassa Provinciale di Credito Agrario e poi dal Banco di Napoli per istituirvi una scuola ma che non vide mai inizio; nel 1940 il convento fu venduto  a privati.  Solo nel 1987 il monastero venne comperato dalla Regione Basilicata che volle fortemente il restauro della stessa. Oggi il monastero apre le porte ai visitatori che ne rimangono affascinati. L'ingresso è sovrastato dalla scritta "Foris non mansit,peregrinus,ostium hoc viatori,patuit. Instauratum 1836"( Il pellegrino non rimase mai fuori; questo uscio fu aperto sempre al viandante che vi bussò. Restaurato nel 1986). All'interno della chiesa è possibile ammirare la presenza di numerose statue lignee compresa quella particolare dedicata alla madonna incisa su di un tronco dipinta con meravigliosi colori tra i quali spicca il rosso il blu e l'oro. il pavimento in piastrelle che ricordano i mosaici dai disegni tipici bizantini è ancora in ottime condizioni, mentre i soffitti sono ricchi di affreschi restaurati negli ultimi lavori, è possibile entrare nella sacrestia anch'essa arricchita di affreschi. Gli stemmi della famiglia del Conte che ne volle la costruzione, sono riportati come stucchi  lungo le pareti della chiesa e dei portici che affiancano i cortili.dietro l'altare maggiore si apre il coro, una sala che accoglie le sedie scolpite nel legno sul quale i frati si apprestavano alla preghiera. in una teca è accolta la testimonianza della leggenda della morte del Drago: due corni uno più grande e l'altro lievemente più piccolo ed inoltre sono racchiuse il becco di un pellicano e il teschio di un coccodrillo oramai fossilizzati. Percorrendo i corridoi si giunge al refettorio affrescato con disegni che narrano le vicende avventurose del Conte e la vita nel castello. La cucina dove è possibile ammirare il camino ancora funzionale e i fornelli in muratura alimentati a legna, mentre sull'alto soffitto è ancora possibile vedere la fuliggine rimasta dalle ultime cotture. Il cortile più piccolo ha al centro un pozzo al cui interno è visibile l'acqua proveniente da sorgente del luogo, mentre il cortile più grande utilizzato oggi per manifestazioni comunali, si affaccia alla torre del monastero e alla scalinata che discende dalla sala usata oggi dal Sindaco per celebrare le nozze civili.
I locali refettorio e sala adiacente accolgono oggi le mostre di artisti natii del posto.
Nei tempi antichi il monastero ha rappresentato un punto di riferimento per i monaci che abitavano il territorio, e per i viandanti, qui venivano coltivate nell'orto le erbe officinali trasformate poi nelle medicine usate per curare i malati che giungevano da ogni dove.
All'esterno su una collina adiacente al monastero è visibile il resto di mura che si affaccia al meraviglioso panorama del parco del pollino. La caratteristica del territorio completamente agricolo, dal quale si possono cogliere i profumi di erbe aromatiche ed i colori del verde e del marrone dei monti si fissano nella memoria di chi li osserva.
Spinti un po'  dalla curiosità di verificare la leggenda che avvolge questo luogo e un po'  dalla  voglia di esplorare nuovi posti siti nel territorio, torniamo a casa con una ricchezza dello spirito e della storia e nella memoria si è fissata, in più, l'immagine di questo antico monastero arricchito di colori e profumi che non avremmo mai potuto pensare se non vedendoli di persona.
Vorrei ringraziare quelle due signore che mentre facevano le pulizie per accogliere i fedeli che nei  giorni successivi giungeranno per la novena e la festa della  Madonna che si terrà l'8 Settembre e che  ci hanno accompagnato durante la visita descrivendoci con dovizia di cura i particolari e la storia di questo monumento.
Agosto 2012, Viviana         

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