01 novembre 2013



Per molti apprezzato e per tanti non amato ”il tartufo” da sempre apprezzato da palati fini intenti a gustare le sfumature da esso emanate.
 
Prelibati quelli di Alba e Norcia di origine protetta e molto pubblicizzati, mentre da sempre presenti ma non conosciuti sono quelli Lucani che timidamente sono stati portati alla luce dopo anni di anonimato.
 
In passato cercati e molto apprezzati, solo dai maiali che hanno anticipato la ricerca della popolazione locale che non immaginava che quelle patate selvatiche, o come tanti pensavano fossero radici buone solo per il suddetto animale domestico sopra citato, erano i tartufi tanto nominati ritenuti una prelibatezza per pochi eletti di regioni lontane senza sapere che anche una terra come quella della Basilicata plasmava silenziosa una tale ricchezza economica e culinaria insieme a tanti altri prodotti del sottobosco come i funghi porcini e altre specie micologiche come ovuli e gallinacci, solo alcuni delle specie presenti sul territorio, oltre ai lampon, more e fragoline di bosco, una risorsa del territorio non ancora del tutto valorizzata come è successo nel decennio del boom della ricerca del tartufo Lucano che ancora oggi da molti ignorati.
 
  

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